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Presidente, autorità civili e militari,

sono particolarmente lieto di poter partecipare a questa storica ricorrenza politica che segna un passaggio importante per la nostra Calabria, quella del ricordo per la nascita dell’istituzione della Regione.

Ci troviamo a discutere e a ricordare le scelte effettuate dall’allora classe dirigente che tanto fecero discutere, non solo in Calabria ma anche nel resto del paese.

La nostra Regione nasceva con presupposti che hanno portato ad anni di contrapposizioni e divisioni, molte delle quali ricostituite con fatica ed impegno dalle successive generazioni, in grado di saper esprimere quei sani valori dell’altruismo e della lotta per il bene comune.

A distanza di 40 anni, il nostro regionalismo, frutto di numerose tristi incomprensioni, va riletto con gli occhi della storia e nuovamente interpretato nel suo significato più profondo, perché con il tempo le sfide si sono fatte più difficili e competitive.

L’impegno di chi in quegli anni ha operato su più fronti, anche con grande impegno, è stato spesso interpretato in termini di difesa del proprio territorio, rafforzando un clima a tratti ostile.

Le scelte di allora ci hanno portato a dividerci piuttosto che a unirci per rendere sempre più forte il nostro territorio, una condizione aggravata dal clima teso di un lungo periodo, quello tra gli anni 70 ed 80, contraddistinto da altre fratture sociali ed economiche che certamente non hanno agevolato processi di unità e collaborazione.

Nelle nostre provincie si sono create più illusioni che certezze, è la storia che ci porta in dote questa triste realtà, legata principalmente al fallimento dei poli industriali e a scelte che poco hanno avuto attinenza con le tradizioni e le aspirazioni della Calabria.

Riflettere sul quel periodo significa anche leggere le due facce del regionalismo calabrese, in grado di saper esprimere grandi professionalità come anche grandi contraddizioni.

Nel corso degli anni molta strada è stata percorsa, ricordo con particolare emozione l’apertura della nuova sede del Consiglio Regionale, a Reggio Calabria, “palazzo Campanella”, la casa dei calabresi, che ebbi la fortuna di inaugurare da Presidente dell’assemblea. Si è trattato di una tappa fondamentale, per ricucire storiche ferite e riconciliare un popolo che attende il riscatto dovuto.

La politica calabrese ha assunto una veste più identificativa, avviandosi verso un cammino di maggiore normalità e di confronto con le altre istituzioni regionali ed internazionali, quali l’Unione Europea.

Da quel lontano 14 luglio di 40 anni fa, siamo tutti chiamati a guardare al futuro della Calabria, partendo dal principio che è indispensabile completare il processo di unificazione, territoriale e politico.

La scelta capillare e trasparente di un reggino a Presidente della Calabria da parte di tutte le cinque provincie, rappresenta un messaggio forte che i cittadini hanno voluto consegnare alla politica. E per quanto ci riguarda, il messaggio è stato raccolto.

Appare del tutto evidente l’importanza che le Regioni assumono nell’ottica del panorama politico nazionale, restituendo a noi amministratori una grande chance da mettere a disposizione per i nostri concittadini.

Abbiamo chiamato a collaborare al progetto di rilancio, figure che avvertono quanto mai un solo grande bisogno, contribuire a rendere chiara l’esigenza di una Calabria compatta e moderna.

Questa è l’idea che coltivano tutti i calabresi, questo è il concetto unificante che ci deve rendere più forti e coesi, soprattutto alla luce di questi ultimi difficili mesi del nostro paese. Fare squadra è un modo di operare che intende coinvolgere tutti coloro che nel proprio ambito hanno a cuore le sorti della Calabria, convinti che le forze positive e la legalità è la strada migliore per uscire dal tunnel dell’emergenza.

Dalla crisi generalizzata che coinvolge tutto il paese le Regioni d’Italia e la Calabria in particolare è chiamata a rispondere alla scommessa del “federalismo”, attuando scelte coraggiose, in gran parte dettate dalle necessità di mantenere un buon livello di servizi da erogare al cittadino.

Caro Presidente Talarico i primi segnali che giungono dal Consiglio che tu presiedi dandone prestigio, sono decisamente positivi.

Certo, il cammino che ci attende non è comunque facile, siamo dentro ad una crisi che condiziona il nostro operato, ma è più forte la voglia di superare le note emergenze (sanità, ambiente, infrastrutture, occupazione) per poi investire su quelli che sono i settori fondamentali e reali per lo sviluppo socio-economico della Calabria: il turismo, l’agricoltura, l’imprenditoria, la ricerca scientifica.

Oggi il regionalismo sta trovando la sua definitiva identità, ecco perché chiamiamo a raccolta tutta la Calabria, emarginando la criminalità ed esaltando le energie ed i tanti cervelli per segnare una svolta di serenità, sicurezza e progresso.

Che questa ricorrenza sia quindi un motivo di festa per l’intera Regione, lo dico con convinzione, spinto dalla grande passione e partecipazione che ho riscontrato nel corso degli ultimi mesi da migliaia di calabresi che ci hanno chiesto chiaramente di cambiare per migliorare.


* Presidente della Giunta regionale

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